
(Foto: retro del biglietto su carta intestata del comune di Casalserugo al comitato profughi di padova firmato da Ceciliano Sartori 1921 - Collezione privata)
Nel novero dei personaggi veramente importanti di Casalserugo, oltre ai vari Orsati, Leone Da Zara, il sindaco Montini, e alcuni parroci (in particolare don Modesto Zampieri, ma non solo), è rimasto inopinatamente sconosciuto un nome che ha scritto letteralmente la storia della comunità tra la fine dell’ottocento e i primi 30 anni del ‘900, in senso figurato e anche in senso vero e proprio, di documenti lasciati ai posteri. Per più di quarant’anni è stato il motore della macchina comunale e per cinquanta un assoluto protagonista della vita civile e sociale di Casalserugo: il suo nome era Ceciliano Sartori, di professione segretario comunale.
Nato a Canove, sull’altipiano dei sette comuni il 13 agosto 1857, nel 1890 assunse la carica di segretario comunale a Casalserugo (lo fu anche ad Albignasego). Rimase a capo dell’ufficio fino a tutto il 1931 e messo a riposo a febbraio dell’anno successivo, all’età di 74 anni. Morì a Casalserugo il 12 Giugno 1941.
Ciò che colpisce dell’opera di Sartori è la sua partecipazione all’interno di tutte le iniziative ed organizzazioni di aiuto, mutuo soccorso, Azione Cattolica, e molto altro; organizzazioni ed iniziative che peraltro, spesso, partivano proprio da lui.
Fin dal 1897 lo vediamo tra i promotori della Cucina Economica, servizio quotidiano di almeno 40 pasti ai poveri, offerti dai vari benefattori; contemporaneamente presta la propria opera anche alla cosiddetta Locanda Sanitaria, una sorta di lazzaretto dove venivano ricoverati i malati (circa 60) di Pellagra, in grande maggioranza bambini fino ai 14 anni. L’anno seguente, quando nasce la Società Agricola Patriarcati a Bovolenta Sartori è tra i rappresentanti del comune di Casalserugo.
Nel 1905 è anche grazie alla sua opera e all’interessamento dell’On. Luzzatti che Casalserugo vede aprire un proprio ufficio postale.
Come si diceva sono molti gli incarichi di assistenza, beneficenza e aiuto che Sartori, nel frattempo frequenta e spesso dirige con profitto, perlomeno stando alle cronache riportate dai giornali dell’epoca. Tra queste non bisogna dimenticare la Società Operaia di Mutuo Soccorso, dove ricopre la carica di vicepresidente.
Nel novembre del 1911 le cronache lo indicano in qualità di delegato della locale sezione della Croce Rossa, impegnato per una raccolta fondi a favore delle truppe italiane in Africa, durante la guerra Italo-Turca, come lo sarà poi per la preparazione alla Grande Guerra.
Casalserugo inoltre possedeva un cosiddetto forno-essiccatoio del quale usufruivano anche i comuni contermini. Si trattava di un forno che provvedeva all’asciugatura del granoturco bagnato, vuoi per alluvioni, o per il semplice maltempo e dunque soggetto ad ammuffire, gettando spesso e volentieri la povera gente, che di quello viveva, nella disperazione. Ebbene, anche questo servizio lavorava alacremente sotto la direzione di Ceciliano Sartori.
Innumerevoli poi le partecipazioni, anche col proprio danaro, pro alluvionati e reduci; nella commissione pellagrologica del comune, ecc., promuovendo opportuni comitati cittadini che organizzavano feste di raccolta fondi. Per la sua attività contro la Pellagra nel 1914 viene insignito di un diploma di benemerenza da parte della Commissione Provinciale e viene nominato Cavaliere della corona d’Italia. Nel 1925 aggiunge il titolo di Cav. Ufficiale.
Tralasciamo per brevità i numerosi interventi, le offerte in denaro, ora come Croce Rossa, ora come Società Operaia, oppure solamente per organizzare una gara ciclistica nel territorio comunale. Accanto a Leonino da Zara quando questi faceva distribuire pacchi di viveri nel piazzale della sua Corte in occasione del Natale.
Come si diceva Sartori viene “pensionato” nel 1931, ma già l’anno successivo è presidente della sezione della Mutualità Scolastica di Casalserugo.
Il 28 settembre 1933 così scrivono i giornali: “S.E. il Presidente Generale della croce Rossa Italiana, col tramite del Comitato Provinciale di Padova, ha fatto pervenire al cav. uff. Ceciliano Sartori, delegato per questo Comune, un bellissimo ‘attestato pei benemeriti per la propaganda’ per la lodevole attività svolta a favore della Croce Rossa Italiana. Una nobilissima lettera ha scritto il sig. marchese F. Selvatico, Presidente del Comitato”.
Degno di menzione è anche l’impegno profuso dal Sartori per le campagne anti tubercolari nel corso degli anni ’30.
Abbiamo anche un documento, spedito proprio da Casalserugo, che attesta il suo impegno in favore dei profughi, ovvero coloro i quali fuggirono davanti all’avanzata austriaca nella Grande Guerra per rifugiarsi sull’Altipiano di Asiago. E proprio Asiago lo ha recentemente riconosciuto, in un volume, uno dei cittadini illustri di quel comune.
Per ciò che concerne il suo rapporto col fascismo possiamo senza dubbio affermare che Ceciliano Sartori non era antifascista, anzi, è stato sempre “camerata” ma, pur dovendo naturalmente servire il podestà, presenziare alle adunanze e tenere numerosi discorsi, non risulta che abbia avuto incarichi di partito, come invece è stato del figlio Giulio, che sarà nominato segretario amministrativo del fascio locale.
Insomma, si sarà di certo capito che a nostro parere una persona che ha profuso tale e tanto impegno per la sua comunità non debba essere dimenticata. Lanciamo una piccola proposta: se per caso, per una nuova stradina, un parchetto, una sala comunale, si volesse fare un piccolo sforzo di intitolazione, noi vedremmo bene sulla targa questa dicitura: Via Ceciliano Sartori, segretario comunale e benemerito 1857-1941.
La redazione di Casalserugo e dintorni
Fonte: Casale 900 di Adriano C. Maritan


