
Casalserugo e dintorni è felice di poter annoverare tra i suoi cimeli una cartolina rara anzi unica, datata 1909, che parla dell’epoca d’oro dei motori durante la cosiddetta “bell’époque”, quando dappertutto si respirava l’ottimismo del progresso tecnologico che pareva inarrestabile.
In particolare a Padova, dove, ricordiamolo, era nata la prima fabbrica di automobili e il secondo automobile club d’Italia. Ma soprattutto qui, da queste parti, per l’appunto a Casalserugo e dintorni, dove un’autentica leggenda (già allora) risiedeva. A sedici anni il barone Leonino aveva corso la mitica “Brescia” e poi vinto numerose competizioni automobilistiche. Nel 1908 aveva organizzato la Padova-Bovolenta e altre manifestazioni.
Ma questa nostra nuova cartolina ritrae un passaggio incredibile, vivo, di quella straordinaria epopea: il record mondiale della velocità in macchina sul miglio, perché a quei tempi, correre seduti sopra una vera e propria bomba era una cosa da temerari, pazzi, fuori di testa, ed essere l’uomo più veloce del mondo significava andare sui giornali di tutto il mondo.
Modena: 9 maggio 1909. La storia l’ha raccontata lui stesso dicendo che la pista era zuppa di acqua e a ogni movimento del volante rischiava di uscire di pista, ammazzarsi lui e anche qualche spettatore sulle tribune, fino al momento nel quale, nemmeno si è reso conto come, è arrivato al traguardo stabilendo il nuovo record a oltre 140 km orari: una cosa che impressionò tutti.
Pochi sanno che tra gli spettatori c’era anche un bambino, che di nome faceva Enzo e di cognome Ferrari. Anche il futuro “Drake” racconta questo episodio, che fu tra quelli che gli fecero nascere la passione per quegli aggeggi di ferro pesanti e sbuffanti come locomotrici ferroviarie ma che sfrecciavano a tutta velocità. Ferrari dice:
“Nel 1908 mio padre mi portò a una corsa automobilistica sul circuito di Bologna e quel giorno per me fu una emozione violentissima (…). L’anno dopo fui puntuale ad una nuova grande gara che si disputava dalle mie parti: il Record del miglio, che si correva sul rettifilo del Navicello, sulla strada provinciale Modena-Ferrara. C’erano piloti come Ceirano, Da Zara, Gioia, Scipioni, Carminati. Per accedere a quel polveroso rettilineo- l’asfalto non esisteva ancora- attraversai diversi campi e la ferrovia, poiché tre chilometri e mezzo dividevano la mia casa dal tratto cronometrato. C’erano degli uomini con mastelli e secchi d’acqua, con botti agricole: innaffiavano la strada prima del passaggio dei concorrenti (…). Vinse Da Zara: compì il miglio lanciato in 41” e 2/10 alla media di 140,251 orari”.
E mentre il bambino Enzo Ferrari di ritorno a casa fantasticava di diventare pilota come Leonino, il vero Leonino, tornato ai Patriarcati, l’auto la metteva in garage definitivamente o quasi, e fondava il primo aeroporto civile italiano, dedicandosi al volo aereo: uno dei primi (ancora!) “pionieri dell’aria”: a vent’anni circa era già uno dei personaggi più famosi del nostro Paese, dicevano di lui che fosse “il più elegante e ricco sportsman, idolo delle folle, tanto femminili che maschili”.
Che storia! E proprio qui, a Casalserugo e dintorni: ricordatevelo quando qualcuno dice che da queste parti non è mai successo nulla che valga la pena di essere ricordato.
Casalserugo e dintorni
Ps: Per motivi di copyright, la cartolina è stata leggermente modificata per garantirne la riconoscibilità. Chi desidera usarla è invitato a contattarci per ottenere il diritto di pubblicazione. Grazie per la comprensione.


