UN APPUNTAMENTO DA NON MANCARE

logo-locandina-cartura

Attenti come siamo a tutte le iniziative di spessore culturale che si svolgono nel nostro territorio, di certo non potevamo ignorare la presentazione del libro "Cartura com'era", un volume che ha avuto una lunga gestazione, dovuta alla complessità della minuziosa ricerca e ad alcune vicissitudini legate alla dolorosissima scomparsa di uno degli autori,  il maseratense Ivano Cavallaro.

La Padova Bovolenta del 5 aprile 1908

manifesto-padova-bovolenta

A SINISTRA: MARIO CAVAGLIERI, LA PADOVA BOVOLENTA DEL 1908 MANIFESTO 2 X1 (© MIBACT Museo Salce Treviso) A DESTRA: LOCANDINA REALIZZATA DA GIADA CHIARETTO CON LO STESSO TEMA (© 2019 Per "Storie nella storia di Maserà")

DALL’ INVIATO ALLA PADOVA BOVOLENTA

L'ORGANIZZAZIONE

L’organizzazione della corsa è stata curata in prima persona dal vicepresidente dell’automobile club del veneto Leonino Da Zara. Ogni dettaglio deve per forza fargli capo. Per questo ha chiamato solo i migliori: dalle auto di piccola cilindrata, fino agli assi del volante, ed in effetti tutte le case italiane, grazie a lui, hanno deciso di essere presenti.  Il giornale della scorsa settimana ha scritto: “Il numero delle marche d’auto raggiunto è tale da far assurgere questo convegno alla altezza di un eccezionale avvenimento automobilistico. Da molto tempo non si vedeva un simile spettacolo di fervore per una gara automobilistica: tutte le migliori marche sono inscritte, tutte le giovani fabbriche vi cercano il battesimo del successo, tutti i più celebrati signori del volante scendono a contendersi la vittoria”.
Egli non ha badato a spese nemmeno quando ha chiamato il migliore nel disegno pubblicitario: il maestro Mario Cavaglieri, che ha realizzato sia il l’immagine incisa nella targa d’oro al vincitore, cesellata dal migliore di tutti, l’orafo Guelfi di Milano, ma soprattutto quel manifesto da 2 metri che tutti possono vedere, un capolavoro assoluto e state pur certi che entrerà nella leggenda anche questo, come tutto il resto della giornata!

Per leggere l'articolo completo clicca sul pulsante PER SAPERNE DI PIU' SU

Bertipaglia e la sua villa scomparsa

logo-villa-corner-bertipaglia

Qual'è il filo che lega assieme una villa veneta, il generale Bonaparte, il giovane Mozart  e il centro di Bertipaglia?

Avvertenza: questa non è una ricerca storiografica, non si è seguito un metodo scientifico e perciò va collocata nelle “curiosità storiche” accadute in questo territorio.

E’ successo che, come sempre, quando si va a scartabellare negli archivi in cerca di qualcosa, salta fuori invece un particolare, un dettaglio, una nota che nulla ha a che vedere con la ricerca che si sta facendo ma chissà perché viene spontaneo prenderne nota, un foglietto di carta che poi resta là in disparte anche per anni. Ad un certo punto, sempre per motivi imperscrutabili, scatta un collegamento, viene in mente proprio quella cosa che giace nel cassetto che così può diventare un discorso compiuto, o quasi.
E dunque, proprio questo accadde quella volta che, guardando il foglio di un vecchio mappale del catasto di Bertipaglia, mi si posò l’occhio su un dettaglio della piazza. Il foglio, molto bello e colorato, era stato redatto nel 1787 da uno dei periti padovani più in luce all’epoca, Sebastian Variani: un personaggio davvero importante che divenne anche “Alfiere” della città qualche anno più tardi......

Buona lettura

Dino Sbrozzi e la coltura del gelso

logo-diaspis-pentagona

di Cristina Ravara Montebelli, archeologa e amministratrice di YourBoost srls

La coltura del gelso a Maserà e dintorni

Avete notato che ci sono molti gelsi nel territorio del Comune di Maserà e dintorni? Forse no e forse non sapete neppure come sono fatti, quindi iniziamo a parlare della storia dell’allevamento del baco da seta a Maserà e dintorni, partendo dalla coltura del gelso e dalla raccolta delle loro foglie, che ne sono l’alimento.

La coltura del gelso: alcuni dati

Iniziamo con i dati storici più oggettivi e vicini cronologicamente a noi che abbiamo trovato, quindi dal primo “Censimento agrario del 1929 (Catasto Agrario)”, che registra la situazione delle “colture legnose specializzate e promiscue” in termini di superficie e di produzione sia a Casalserugo che a Maserà.
A Casalserugo troviamo....... Continua la lettura

Dino Sbrozzi e l’agricoltura a Casalserugo e dintorni

logo-sbrozzi

Dino Sbrozzi (1873-1950) e l’agricoltura a Casalserugo e dintorni fra il 1901 e il 1908. Parte I
(a cura di Cristina Ravara Montebelli, archeologa e amministratrice di YourBoost srls)

Chi era Dino Sbrozzi e perché ne parliamo?
Dino Sbrozzi era un agronomo, nato ad Orciano di Pesaro 1873 e morto nella sua città natale il 25 ottobre 1950, quindi quest’anno ricorrono i 70 anni dalla sua morte.
Dopo aver frequentato il Regio Istituto Tecnico di Pesaro, si era laureato in Scienze agrarie presso la Scuola Superiore di Agricoltura di Portici nel 1895 e subito dopo la laurea, aveva ottenuto una borsa di studio come tirocinante presso la Cattedra Ambulante di Agricoltura Rovigo.
Dopo pochi mesi viene nominato Direttore della Cattedra Ambulante provinciale di Forlì con sede a Rimini, dove resta fino al 1901, quando diventa Direttore della Cattedra Ambulante di Padova e del periodico “Il Raccoglitore”, organo di stampa ufficiale della Cattedra padovana.