Il vecchio lazzaretto di Casalserugo

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EL VECIO LASARETO DE CASAE

Il lazzaretto: “luogo, costruzione isolata per ospitare persone con malattie infettive, peste e altre malattie contagiose”. In qualche comune della provincia di Padova, negli ultimi anni Trenta del secolo scorso, forse a seguito della terribile influenza “spagnola”, sono stati costruiti dei piccoli fabbricati, chiamati “Lazzaretto”.

Maserà: Scoperta tomba di un bambino di 8000 anni fa

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La foto dell'area scavi sono per gentile concessione della Soprintendenza Archeologica, Belle Arti e Paesaggio per l'area metropolitana di Venezia e le province di Belluno, Padova e Treviso. Si ringrazia in modo particolare la dott. ssa Elena Pettenò.

VENUTA ALLA LUCE A MASERA’ LA TOMBA DI “NEOS”, UN BAMBINO DI UN ANNO SEPOLTO QUASI 8000 ANNI FA

Riassunto di quanto emerso oltre un anno fa. Nell’articolo di metà novembre del 2023 abbiamo informato la pubblica opinione, attraverso un’intervista al Soprintendente Vincenzo Tinè, che a Maserà gli scavi archeologici in via Zane avevano evidenziato quello che pareva essere un “villaggio” di epoca neolitica. In quell’intervista ci veniva appunto riferito che si trattava molto probabilmente di un “contesto insediativo” di 7300-7000 anni fa. Una importante scoperta, piuttosto rara per zone come queste, ma comunque perfettamente in linea con altre, ad esempio col sito “Dal Molin” di Vicenza.

Ultime novità. Dopo più di un anno di silenzio, avendo notato che un “riassunto” (in gergo tecnico “poster”) riguardante la scoperta sarebbe stato presentato a un convegno di esperti a Trento, ci siamo permessi di rivolgere altre domande alla Soprintendenza. Ed ecco cosa emerge, un qualcosa di molto più interessante, raro e “intrigante” di ciò che pareva di primo acchito.

i Melzi e i Da Zara

zuccherificio di pontelongo
I MELZI E I DA ZARA
Due famiglie nella Bassa Padovana tra Ottocento e Novecento
Di Maria Caterina Lovison
PARTE SECONDA: LE DISPUTE TRA LATIFONDISTI, LO ZUCCHERIFICIO DI PONTELONGO E LA FERROVIA

Tra Otto e Novecento, l’amministratore del tenimento di Correzzola era Ernesto Grigoletto, un mero esecutore della volontà dell’onnipresente procuratore Rougier di cui la duchessa si fidava ciecamente. Lei d’altra parte si interessava poco del “feudo” e delle altre ingentissime proprietà che aveva ereditato dal secondo marito Lodovico Melzi, nel 1886.
La nobile signora viaggiava moltissimo, in tutta Europa. Si recava nelle località termali più rinomate, in Italia e all’estero. Si era appassionata a questo tipo di villeggiatura subito dopo il matrimonio con Lodovico Melzi, incoraggiata dal procuratore del duca, Marcello Rougier. La duchessa era assidua anche delle capitali europee, prediligeva Parigi e Londra. Amava viaggiare in treno e in carrozza col “tiro a quattro”. Era amante dei cavalli, conosceva e faceva allevare esemplari delle razze più pregiate anche a Correzzola, dove aveva una scuderia e un deposito di carrozze da fare invidia. L’antica Corte benedettina era stata trasformata in Villa Melzi, la duchessa Josephine ci veniva per un paio di settimane all’anno,con un seguito di circa venti persone, sempre d’inverno, perché temeva la malaria.