Mi sono sognato il campanile

Foto: curiosa e rara cartolina raffigurante la chiesa parrocchiale di Casalserugo S.M.Purificata con il campanile che non fu mai realizzato. Quello che vediamo nella cartolina celebrativa è la versione finale del progetto non portato a termine. Si nota che manca la stele romana (il monumento funebre di Ettia Prima) originariamente posizionata sopra la porta del vecchio campanile. 
Collezione privata-Casalserugo e dintorni.

MI SI CHE ME RICORDO

Di Ignazio Canesso

Qualche tempo fa, un mio carissimo amico è venuto a farmi visita, ci siamo raccontati di tante cose: Famiglia, figli, lavoro (prima della pensione, naturalmente) poi dice: tu sai che a suo tempo ho girato spesso per i vari paesi della provincia di Padova, ma quando passavo per Casalserugo (e ancora adesso) ammiro spesso la vostra Chiesa… ma senza campanile… mi sembra una cosa incompiuta.

Per cercare di giustificare quelle scelte, (il campanile precedente era stato demolito per fare spazio alla nuova chiesa), io le racconto che a quel tempo, (primi anni 50 del secolo scorso) era stato fatto sì qualche progetto, ma che poi l’inflazione, e vari altri problemi della vita sociale di allora, rendeva problematico un indebitamento molto oneroso per una comunità che già aveva dato tanto per la nuova chiesa e che cera ancora molto da fare per portare a termine l’opera.

A quel tempo poi la tecnologia aveva scoperto le campane a disco. Quasi tutti cominciavamo a portare l’orologio al polso, ci sembrava quasi che il campanile fosse una cosa in più… Sì, certamente annuisce il mio amico, tutte motivazioni valide… Ma siete l’unico paese della provincia che non l’avete… Hai ragione… dico io, il campanile è anche, “ed è stato nella storia l’elemento che scandiva le nostre giornate di lavorio: la sveglia al mattino con il primo segno, poi i vari orari e richiami.
Quante volte a mezzogiorno ancora con la falce in pugno o la zappa in mano aspettavamo quella benedetta campana per mettere giù gli attrezzi e andare a consumare il nostro pranzo, sperando che la mamma o la nonna avessero preparato qualcosa di sostanzioso.

Purtroppo caro amico, il progresso fra le tante cose belle, ci sta portando via anche tante cose di cui noi anziani siamo rimasti un po' affezionati, e le ricordiamo con simpatia.
Questo dialogo con il mio amico, Ha risvegliato in me un sacco di ricordi:
Mi viene alla mente persino “TONI CANPANARO”, (il vecchio sacrestano), quando alla vigilia di grandi solennità, suonava Campana e Martello: Sembrava che battesse sulla tastiera di un pianoforte.
Di quanti fatti nella storia sono stati testimoni, a volte tristi, a volte allegri, i vari campanili (come ad esempio nei film di Guarreschi: Don Camillo e Beppone), nel paese di Brescello.

Il nostro campanile aveva tre campane, conoscevamo ognuna per il suo suono.
Quando poi nelle feste venivano suonate assieme a distesa (come si diceva) ci sembrava proprio di assistere ad un concerto.
Tutti questi ricordi, mi hanno fatto spesso compagnia per qualche giorno.
Una notte mi sveglio all’improvviso, esclamando! Ce il Campanile… Che bel sogno.