Origine del nome Maserà

foto fig.1: Lungo la via Annia. Carta di metà ottocento, fonte: mapire.eu

In accordo con l’autore, con questo articolo iniziamo un viaggio all’interno dei temi affrontati nel libro “L’innominato Tesoretto” di Maserà e l’archeologia del territorio”, dalla storia più antica fino all’ottocento: fatti, ipotesi, eventi, personaggi e altro ancora.

Una foto: Tanti ricordi

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Di Ignazio Canesso.

Mi è stata regalata una foto della Scuola Elementare Comunale di Casalserugo degli anni Sessanta del secolo scorso, quella che è stata la mia scuola: quanti ricordi, quante emozioni.
In un'istante mi sono apparsi mentalmente tutti i miei compagni di classe e le occasioni in cui su quel cortile al momento della ricreazione, e non solo, ci mettevamo a rincorrerci per giocare a bandiera o altro........

GRANDE ESCLUSIVA Di Casalserugo e dintorni

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La copertina del volume “L’innominato tesoretto” di Maserà e l’archeologia del territorio. In primo piano un Denario romano di epoca repubblicana, simile a quelli recuperati a Maserà 141 anni or sono e in secondo piano la stele romana di Ettia Prima, originariamente murata nel campanile della chiesa di Casalserugo, oggetto della nostra proposta di raccolta firme.

Casalserugo e dintorni- Siamo oggi in compagnia di Ennio Chiaretto, il nostro collaboratore più “assiduo”, perché volevamo parlare con lui, naturalmente in anteprima, di quella che è la sua “ultima fatica”, che se non sbaglio uscirà…Quando?
Ennio Chiaretto- Tra poco, almeno credo…Poche settimane se non ci sono imprevisti.
C- Ecco, allora, abbiamo visto la copertina, davvero splendida: ce la vuoi spiegare, il titolo, le illustrazioni, vogliamo iniziare da qui?
E- Certamente: allora in primo piano una moneta romana d’argento, un “denario” in questo caso del II secolo avanti Cristo, dietro invece una stele funeraria, ovvero una porzione di un monumento funebre, fatto realizzare da una certa Ettia Prima, in epoca più tarda, durante l’età di Augusto. Il che poi spiega il titolo: tesoretto (di monete) e l’importante reperto antico a testimonianza della lunga storia che ha attraversato il nostro territorio.
C- Ma da dove viene questo tesoretto? Perché innominato? E quella stele romana? Non mi pare di averla mai vista…

BRUNO LAZZARETTO: LA MIA MASERA’ CHE NON C’E’ PIU’

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Nota importante: tutta l’intervista si è svolta in dialetto. Chi può deve ricostruirla con le vere parole e con le inflessioni di tono e di voce: insomma il lettore stesso, veneto e padovano, è chiamato a dare il “colore” alle frasi che per forza di cose sono in bianco e nero.
Sabato 10 settembre 2022, una mattina di sole settembrino, per la verità ancora piuttosto agostano.
Esattamente tre anni dopo (non un giorno di più né uno di meno) avere ammirato il lavoro del signor Bruno alla sagra di Maserà del 2019, durante la quale ha esposto il suo magnifico ed enorme “cartonastico” (dopo vi spiego) di Maserà, lo incontriamo assieme alla moglie Maria nella loro bella e grande casa di via Conselvana.

“Questa casa ci è costata una vita di sacrifici” mi sussurra la signora appena accomodati e non si fa fatica certo a crederle.

Già entrando il signor Bruno mi racconta un aneddoto che mi riguarda, che coinvolge mio zio Silvio, il fratello di mia madre, che faceva l’imbianchino.

“Una volta –mi dice- ero ancora piccoletto, ..............