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A SINISTRA: MARIO CAVAGLIERI, LA PADOVA BOVOLENTA DEL 1908 MANIFESTO 2 X1 (© MIBACT Museo Salce Treviso) A DESTRA: LOCANDINA REALIZZATA DA GIADA CHIARETTO CON LO STESSO TEMA (© 2019 Per "Storie nella storia di Maserà")

DALL’ INVIATO ALLA PADOVA BOVOLENTA

L'ORGANIZZAZIONE

L’organizzazione della corsa è stata curata in prima persona dal vicepresidente dell’automobile club del veneto Leonino Da Zara. Ogni dettaglio deve per forza fargli capo. Per questo ha chiamato solo i migliori: dalle auto di piccola cilindrata, fino agli assi del volante, ed in effetti tutte le case italiane, grazie a lui, hanno deciso di essere presenti.  Il giornale della scorsa settimana ha scritto: “Il numero delle marche d’auto raggiunto è tale da far assurgere questo convegno alla altezza di un eccezionale avvenimento automobilistico. Da molto tempo non si vedeva un simile spettacolo di fervore per una gara automobilistica: tutte le migliori marche sono inscritte, tutte le giovani fabbriche vi cercano il battesimo del successo, tutti i più celebrati signori del volante scendono a contendersi la vittoria”.
Egli non ha badato a spese nemmeno quando ha chiamato il migliore nel disegno pubblicitario: il maestro Mario Cavaglieri, che ha realizzato sia il l’immagine incisa nella targa d’oro al vincitore, cesellata dal migliore di tutti, l’orafo Guelfi di Milano, ma soprattutto quel manifesto da 2 metri che tutti possono vedere, un capolavoro assoluto e state pur certi che entrerà nella leggenda anche questo, come tutto il resto della giornata!
Due giorni fa, il 3 aprile, si sono tenute sul ponte a Salboro le operazioni di peso e alesaggio per stabilire in quale categoria iscrivere le vetture. Intanto la città ribolle: ogni casa automobilistica ha portato un codazzo di gente, altri “sportsman” con famiglie e macchine al seguito, tanto che Padova è ormai invasa da una colonna di vetture e vetturette mentre gli alberghi sono strapieni. Ecco ancora cosa ha scritto un cronista giusto mercoledì scorso: “le vie rintronano degli scoppi fragorosi delle macchine, quasi tutte con lo scappamento aperto per far più impressione... e per risparmiare i segnali delle trombe. E' l'artiglieria dell'avvenire”.
Da una settimana inoltre sono state approntate delle grandi tribune per gli spettatori, e poi gli sbarramenti al pubblico non pagante, (per quanto possibile…) insomma tutto pare sia previsto nei minimi particolari ma…
…Ma, signori miei, ieri, cioè sabato pomeriggio, un pilota, il bravo Longoni con la sua Junior, mentre stava tornando a Padova dopo avere visionato il tragitto si è trovato davanti all’improvviso il carretto di un ubriaco, proprio all’imbocco di Casalserugo. Il pilota ha sterzato e si è schiantato su un muretto. Lievi ferite per lui ma gravi invece per il suo copilota che è stato soccorso da Leonino, in pratica davanti a casa sua e che in quel momento sopraggiungeva con l’auto dell’organizzazione.

LA GARA 

Ad ogni modo fin da ieri sera, da quando il buio ha iniziato a stendere il suo velo coprente, una folla di “portoghesi” si è “appiattita” lungo le sponde dei fossi e sugli alberi aspettando ore ed ore l’inizio della gara. Oltre a loro però, oggi, ci sono i paganti così che stamattina, 5 aprile, si calcola che sia presente lungo questi dieci chilometri la strepitosa cifra di cinquantamila spettatori, siamo dunque un fiume in piena!
La gara prevede due manche da 10 Km: da Padova - ponte di Salboro a Bovolenta, con sosta di qualche istante e poi il ritorno. Il cronometro parte dopo 50 metri di lancio.

LA CRONACA​

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Ore 13. Il tempo d’orologio passa e il tempo atmosferico volge al brutto.
Ore 13,30: Una pioggerellina prima tenue e poi fitta, insistita, cade sul tracciato: la polvere si trasforma lentamente in poltiglia, prima ancora dell’inizio della gara. Arriva Leonino con il Conte De Lazzara. Eccoli che discutono animatamente.
Ore 13,45 La notizia che mai avremmo voluto sentire: Da Zara, vista la situazione di grave pericolo che si profila, si dedicherà solo all’organizzazione e non correrà. Lo scoramento tra la gente è palpabile. Intanto la pioggia, finissima e maledetta continua a cadere.
Ore 14. Inizia la contesa con le vetturette più piccole e più lente. Il via viene dato distanza di qualche minuto l’una dall’altra, ecco che passano le prime. Il rumore di qualche sporadico tuono lontano ed imprevisto rende tutto più sinistro.
Ore 15,30. Per tutto questo tempo nel quale la pioggia è stata intermittente, il ronzio dei tuoni lontani si è trasformato in fragorosi boati sopra di noi. L’organizzazione annuncia la partenza da Padova delle auto più grosse, siamo al clou della giornata, purtroppo come sappiamo senza la numero 1. Infine ciò che tutti ormai temevano imminente: d’un tratto si abbatte sulle nostre teste una grossa grandinata. Il sottoscritto, riparate nella borsa le sue carte, si rifugia sotto una tribuna ma ben presto il luogo è pieno e la gente scappa in tutte le direzioni, invadendo anche la carreggiata. Per fortuna le auto se ne avvedono e rallentano. Le persone sono davvero troppe e troppo pochi sono i carabinieri e guardie comunali a garantire l’ordine, solo venti dei primi e forse altrettanti dei secondi.
Questo imprevisto però costerà di sicuro la vittoria a Nazzaro e alla FIAT, che vediamo rallentare proprio di fronte alla tribuna grande. Intanto proseguono le partenze.
Ore 16.30. La grandinata è durata poco, ed è già stato ristabilito un po’ di ordine: ecco arrivare le Isotte: due baleni in successione che fanno a gara con quelli del cielo, a più di cento all’ora in una strada infangata, con i platani ai lati e la gente sempre più indisciplinata che può spuntare dai tronchi d’albero da un momento all’altro. Uno spettacolo da mozzare il fiato, l’odore della benzina e anche quello della paura si mescolano assieme e il risultato finale che offre il connubio dei nostri sensi è qualcosa che non si può spiegare.
Ore 16,45. Smette anche la pioggia, chiedo in giro: non si segnalano incidenti, un miracolo. Mi pare che la lista dei concorrenti sia conclusa, la corsa dovrebbe essere perciò terminata; siccome sono alle porte di Bovolenta monto in bicicletta e, districandomi tra la folla, dopo qualche minuto sono in piazza. Davanti all’Accademia intravedo un gruppo di persone e Leonino che gesticola. Mi dicono che lo starter a Salboro vuole far partire un altro concorrente a sorpresa. Il giovane pilota padovano alza la voce, non è d’accordo, urla che la gara è finita e poi c’è troppa gente. Quasi presagendo qualcosa, riprendo la bicicletta e vado a sentir notizie a ritroso, a costo di tornare alla partenza, sul ponte. Per fortuna sono un discreto ciclista e spingo forte sui pedali stando con le ruote dove non c’è poltiglia, mentre la fiumana di corpi umani sciama rumorosamente in ogni direzione.
Ore 17.10. Sto per giungere all’obiettivo quando un’auto da corsa che riconosco subito mi viene incontro, a bassa velocità col pilota che saluta la gente con la mano. Mi fermo al lato, sull’erba fradicia: INCREDIBILE! Si tratta della ITALA, ancora con il numero 3/A, il bolide col quale Cagno ha trionfato a Brescia! Questa fantastica e potentissima auto ci risulta sia stata da poco venduta! Giunto al traguardo mi precipito alla baracca dello starter e chiedo notizie. L’auto è quella ma il pilota è il giovane e, manco a dirlo, ricchissimo conte udinese Dal Torso che ha comprato la vettura e desidera fare la sua parata. Insisteva per l’obiettivo con Leonino già da un paio di giorni, fuori gara, certo, visto che non è pilota esperto. Ha detto ai distratti commissari che alla fine Da Zara ha accondisceso alla richiesta ma non è vero, una bugia insomma. Ad ogni modo niente di male: ho visto che va piano e la folla entusiasta lo acclama.
Ore 17,25. Mi trovo a cinquanta metri dall’arrivo di Salboro. Sento gridare. I vari crocchi di persone, nell’ultimo tratto di strada, indicano qualcosa. Salgo di corsa i gradini della tribuna per avere una visuale migliore. Non posso sbagliare: sta tornando la ITALA, ma a tutta velocità. La gente inizia ad urlare il pericolo, la vedo buttarsi di lato. Il conte dal Torso arriva quindi sparato sotto lo striscione e non si avvede della vetturetta Aquila di Paltrinieri che sta procedendo piano. Tra lo sgomento generale l’incauto pilota perde il controllo del bisonte d’acciaio da una tonnellata che sbuffa e si abbatte su un gruppo di giovani. E’ una tragedia, proprio sotto i miei occhi.
Accorro, con l’affanno che potete immaginare, assieme a tanti altri nel punto dello schianto. Qui ci sono parecchie persone a terra, sporche di fango che si lamentano e vedo anche molto sangue misto alla palta. L’automobile è ancora accesa e, forse in preda al panico o forse per totale sconsideratezza, il conte Dal Torso incredibilmente riparte tra lo stupore e si dilegua dopo il ponte, verso il centro città senza che nessuno riesca a fermarlo.
Contemporaneamente arrivano in loco i primi dottori, si caricano i feriti in macchina. Giunge anche Leonino che si mette le mani nei capelli. E’ attonito, è infuriato. Uno, due, tre quattro…cinque feriti. Un giovane, forse un bambino, non si rialza, non parla. E’ esanime. Il medico si china su di lui e per qualche minuto il silenzio è totale.
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SCORCIO DEL TRACCIATO DELLA CORSA, VERSO CASALSERUGO. DA: "LA STAMPA SPORTIVA" APRILE 1908  ( Foto: Fiorentini-Padova)  113 anni sono passati da questo scatto e sono ben visibili: il vecchio campanile a 5 punte, la vecchia sede del Comune, il capitello della Madonna del Rosario e le mura dell'agenzia Da Zara.)

arrivo-salboroUN ALTRO SCORCIO DEL TRACCIATO DI GARA, VERSO SALBORO. DA "LA STAMPA SPORTIVA" APRILE 1908 ( Foto: Fiorentini-Padova)

Aggiornamenti
    • Purtroppo ci giunge tragica notizia che Guido Valdemarca, quattordici anni, è deceduto durante il trasporto in ospedale. Il nostro pensiero ed il nostro cordoglio va alla famiglia, al padre del ragazzo, vice cancelliere del tribunale di Padova.

• Per la cronaca nelle varie categorie oggi hanno vinto Lancia, per la prima volta a bordo di un’auto da egli stesso fabbricata e Trucco su Isotta Fraschini, quest’ultimo alla media di 123 Km/h.

    • Dal Torso guiderà la sua auto SPA fino ad un garage di Padova e poi si costituirà. Pare che sarà condannato ma si parla di una pena lieve.
   
Altri aggiornamenti
    • Un anno e un mese più tardi, davanti agli occhi di un bambino che stravede per le auto ed i motori, Leonino otterrà a Modena il record mondiale di velocità in circuito superando i 140 all’ora. Quel bambino si chiama Enzo Ferrari e ricorderà quel giorno per tutta la sua vita.
    • Due anni dopo, abbandonate le auto, dal suo aeroporto privato dei Pratiarcati, proprio lungo il tracciato della corsa, il barone Da Zara spiccherà il definitivo volo verso il mito.
    • La Padova Bovolenta non si correrà mai più, entrando nella leggenda dello sport e nell’immaginario di tutto un territorio.
    • Le trasmissioni radio inizieranno solo negli anni venti del novecento.

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(Foto: Cartolina del centro di Casalserugo, anni '20 del novecento)

Fonti:
    • Adriano Maritan, LDZ,
    • Ennio Chiaretto, Storie nella storia di Maserà, 2018
    • Umberto Voltolin, La prova di resistenza veicoli automobili e le riunioni automobilistiche di Padova 1899-1908, 2020
    • Luigi Montobbio, La gara di velocità Padova Bovolenta, 1990
Immagini da collezioni private e dal web. Autorizzazioni ottenute.

Testo "radiofonico" e cronaca di E. Chiaretto. N.B.: I fatti  e i personaggi citati sono realmente accaduti ed esistiti, compresa la grandinata

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