La grande guerra nella propaganda di trincea

L'immagine della mappa in alto con Padova risale al 1920 e mostra a vari colori le linee di difesa contro il nemico che erano state progettate per le nostre zone. La zona blu sotto era previsto dovesse essere allagata in caso di necessità dunque se il nemico avanzava paesi interi sarebbero finiti sotto acqua.Piccolo viaggio sui mezzi “di informazione” dell’esercito italiano durante la prima guerra mondiale.

Nel clima di celebrazioni ancora in corso del centenario della grande guerra, provero’ modestamente ad affrontare un argomento curioso, noto agli studiosi ma solo in parte al cittadino comune, ovvero su come fosse manovrata l’opinione pubblica in tempo di guerra e specialmente i soldati combattenti. La propaganda, si sa, era ed e’ un mezzo che il potere, un regime, utilizza per far passare dei messaggi tesi ad influenzare il sentimento popolare, infischiandosene altamente della correttezza delle informazioni che venivano (e vengono) date.  La propaganda ancora oggi giustifica agli occhi della gente cio’ che altrimenti sarebbe ingiustificabile, come l’entrata in guerra; serve ad alzare il morale delle truppe e delle retrovie, che spesso (anzi sempre) sono all’oscuro di cio’ che accade nella realta’.

Ricordiamo in tempi recenti le famose e fasulle “armi di distruzione di massa” che dovevano essere in possesso di Saddam Hussein e che giustificarono la prima guerra del golfo. Naturalmente oggi per influenzare l’opinione pubblica i governi utilizzano principalmente la TV, ma si continua ad utilizzare largamente anche la carta stampata con le famose  veline. ovvero foglietti di carta  volanti che in epoca fascista venivano fatti pervenire ai giornali da emissari del regime che le “gradivano” veder pubblicate. Sembra che velina sia appunto un termine di epoca fascista ma in realta’ esistevano da prima e continuano ad essere utilizzate, ovviamente oggi sottoforma di messaggini dal cellulare.

Ma veniamo alla grande guerra. La propaganda per l’entrata in guerra funziono’ talmente bene che i poveri soldati (non solo italiani) credevano che la guerra sarebbe finita in pochi mesi, tanto la loro parte era forte e nel contempo il nemico era debole e disorganizzato. I mezzi utilizzati principalmente per influenzare l’opinione pubblica, in un’epoca senza TV e senza radio, con una popolazione dominata da ignoranza e analfabetismo, erano essenzialmente quattro con la regola che i mezzi su carta dovevano essere largamente illustrati dato che per l’appunto poca gente sapeva leggere:

Cartoline

Le prime venivano utilizzate per la loro grande diffusione dovuta al prezzo contenuto. Nelle cartoline immediatamente prima della guerra vi erano messaggi interventisti mentre durante il conflitto ci si concentro’ sul patriottismo, sugli eroi del risorgimento, sulla raccolta dei fondi per l’armamento e l’aiuto ai mutilati ed invalidi. Un caso particolare sono le cosiddette franchigie militari, ovvero cartoline che i militari potevano utilizzare senza pagare per scrivere alle famiglie e che hanno avuto larghissima diffusione.Clicca i link per visualizzare le cartoline militari del tempo:

Cartolina militare 1 Guglielmo II di Germania viene ridicolizzato con caricature e versi sbeffeggianti.

Cartolina militare 2

Cartolina militare 3 "Io ho combattuto per la libertà di tutti i popoli, a voi difendere la vostra. Nella figura Garibaldi indica la via al soldato. Cartolina e di Attilio Mussino, mitico disegnatore di Pinocchio.