Cronistoria della Discarica di Casalserugo

Chiusura del lotto A

Le due tubazioni chiamate scolina 1 e scolina 4 si trovano una ad est e l''altra a ovest ( quest ultima è l ultimo tratto dell ex canale corinaldi ) le due scoline si diramano dal lato sud della strada interna che attraversa la discarica da casa donola l ex proprietario fino all argine del bacchiglione
Esaurita la fase dell interro di rifiuti iniziano i lavori sul lotto c di captazione del biogas.
Con decreto giunta regione veneto 74/996 viene approvato il progetto di ampliamento della discarica previa sopraelevazione di 35 m dei lotti b e c su di un area di circa 10 ettari progetto predisposto da amniup come gestore della discarica e presentato dall ente responsabile di bacino padova 2 precedentemente il progetto era stato già presentato avente per altro caratteristiche ben diverse come vedremo ma in data 1661994 la ctra aveva espresso parere negativo per l inopportunità come espressamente si legge nel provvedimento di sottoporre la popolazione all onere della discarica per ulteriori sei anni anche in considerazione del fatto che il fondo del lotto a non era mai stato impermeabilizzato cfr sul punto teste pasinato ud. 26102004 fo 31 il nuovo progetto di ampliamento era dunque ridimensionato rispetto al precedente ed investiva solo i lotti b e c il cui fondo era stato a differenza di quello del lotto a sin dall inizio impermeabilizzato con argilla reperita in loco mescolata con bentonite si rimarca quanto trascritto nel progetto di ampliamento predisposto da amniup e presentato dall autorità di bacino alla regione nel gennaio del 1996 in particolare alla pag.9 facendo riferimento alla prescrizione del consorzio di bonifica bacchiglione brenta che aveva facoltà di dare parere sul progetto la cui autorizzazione spettava poi alla giunta regionale previa parere della ctra di valutare gli interventi necessari per la bonifica della vecchia discarica amniup espressamente affermava nel progetto che tali interventi erano ritenuti in contrasto con il fatto che nullo era stato l accantonamento per il postchiusura della vecchia discarica lotto a e già speso quello per la precedente gestione dei lotti b e c non erano dunque previsti fondi per interventi di bonifica già dal 1994 segnalati come necessari dal consorzio di bonifica bacchiglione brenta in una prescrizione che la ctra con parere del 19121995 aveva fatto propria parere poi confluito nel provvedimento del presidente della giunta regione veneto n. 74/996 che aveva approvato il progetto di ampliamento in conformità alle prescrizioni dell allegato parere favorevole della ctra la coltivazione a seguito dell ampliamento approvato iniziò nel 1996 per concludersi a fine 1999 nessun intervento di bonifica in specie aspirazione di percolato modifiche del setto perimetrale altre impermeabilizzazioni sul lotto a fu mai approntato furono invece posti in essere atti di manutenzione quali negli anni 1998 e 1999 il rifacimento delle scoline sul lotto a al fine di renderle più funzionali a favorire il ruscellamento delle acque meteoriche ed un campo prove di aspirazione del percolato su prescrizione della provincia tra il 1999 ed il 2000 come meglio diremo

Risale a tale anno l''''esposto alla procura della commissione di vigilanza sulla discarica con allegata la relazione meles che diede impulso al procedimento penale.
Nel 1998 il comune di casalserugo incaricò una cooperativa perché venisse effettuato uno studio del lotto a della discarica l indagine rilevò delle anomalie d inverno sulla superficie del lotto a fioriva la camomilla all interno si potevano notare pozzanghere di liquido rossastro ecc seguiva una segnalazione alla procura di padova da parte dell allora vice sindaco del comune di Casalseruo
Anno 1999
La giunta regionale in data 25-1-2000 approva il piano che censiva le aree da destinare a bonifica tra esse è compresa la discarica di roncajetteponte san nicolò in data 15-6-2000 amniup e ente di bacino padova 2 inoltrano alla regione veneto alla provincia di padova ai comuni di casalserugo e ponte san nicolò comunicazione ai sensi dell art. 9 co 1 e 3 dm. 47199 a firma trapanotto e atzori come noto l art 9 citato prevede che ove il proprietario del sito o altro soggetto intenda attivare di propria iniziativa le procedure per gli interventi di messa in sicurezza d emergenza di bonifica o ripristino ambientale ex art 17 co.13 bis dec.lvo 22/997 è tenuto a comunicare ai soggetti sopra indicati la situazione di inquinamento rilevata nonché gli interventi necessari per assicurare tutela della salute e dell ambiente ebbene nel documento citato si legge che la presenza di percolato nel corpo della discarica non consente di escludere un possibile futuro rischio di inquinamento nell ambiente circostantee che si rende necessario un intervento di messa in sicurezza definitiva del lotto a della discarica e si comunica che sono in corso monitoraggi test di emungimento del percolato nel campo prova e che è allo studio il progetto di bonifica con messa in sicurezza definitiva nel contesto si segnala la necessità dell apporto di nuovi rifiuti per realizzare un corretto profilo per la copertura finale favorire l evapotraspirazione per finanziare il miglioramento ambientale nel luglio dello stesso anno la provincia di padova adotta il piano provinciale rifiuti in cui venne espressamente prevista la bonifica e sistemazione finale della discarica di ponte san nicolò e la sua risagomatura nonché la sistemazione finale e ribaulatura con materiali non putrescibili inizia a maggio 2000 il campo prove di drenaggio e raccolta di percolato nel lotto a di cui al progetto approvato dalla provincia il 21-10-1999 l'esperimento si concluderà un anno dopo come si evince dal resoconto delle prove di cui si da conto nel documento al fo.918 faldone in particolare
viene stimato un volume 133.000 metri cubi di percolato contenuto nei rifiuti vecchi da estrarre dalla discarica nel lotto a pari al 25 del volume dei rifiuti stessi nel solo capo prove viene stimato un volume di percolato di 14000 metri cubi nell elaborato aps da atto di come il volume di percolato venga ricaricato per effetto dell infiltrazione di una parte delle piogge favorita anche dal fatto che il terreno superficiale viene continuamente smosso per l'aratura si rimarca questa affermazione ai fini di quanto diremo successivamente con riferimento al problema tecnico affrontato in perizia dell effetto dell evapotraspiraizone.
Risale al 10-12-002 la presentazione della nuova predisposizione del progetto di messa in sicurezza riguardante il lotto a da parte di aps alla provincia a seguito del parere sospensivo della ctpa recepito nella nota in data 12-7-2002 fu richiesto dalla provincia ad aps di predisporre nuovamente un progetto alternativo che prevedesse la messa in sicurezza senza apporto di ulteriori rifiuti poi presentato in data 882002 in data 3-10-2002 la ctpa espresse parere favorevole subordinato ad una serie di prescrizioni risale al dicembre del 2003 il progetto definitivo predisposto da aps che contempla come necessario l esproprio dei terreni e degli immobili sovrastanti ed un ricalcolo della tariffa per lo smaltimento rifiuti per compensare i costi e previsto che il progetto venga realizzato da aps sulla base di apposita convenzione con l ente di bacino in cui verrà specificato che tutti gli oneri e le responsabilità saranno a carico di aps che assumerà altresì gli oneri finanziari relativi all anticipazione delle spese per l esecuzione dei lavori ivi compresi importi previsti per espropri il progetto prevede l aspirazione del biogas l asportazione del percolato previa realizzazione di trincee per il drenaggio e pozzi di aspirazione la ricostruzione del diaframma perimetrale la ricalibratura del sistema di raccolta e deflusso acque meteoriche ed altresì l apporto ulteriore rifiuti non putrescibili viene dunque scartata ogni ipotesi alternativa di bonifica o messa in sicurezza senza apporto di altri rifiuti viene in particolare preventivata la risagomatura e baulatura del lotto a mediante apporto di altri 300000 metri cubi di materiali non putrescibili frazione secca da raccolta differenziata e scorie da incenerimento con un incremento del 23 dei rifiuti preesistenti il progetto prevede un nuovo esercizio di discarica dunque sul lotto a per tre anni viene anche stimato il volume complessivo di percolato da asportare in tale periodo dal medesimo lotto a quantificato in circa 133000 metri cubi dati desunti dalla tabella riportata nel paragrafo 15 della relazione presentata da aps nel dicembre 2003 già menzionati supra si prevede che il nuovo diaframma con spessore di 50 cm si immorsi a profondità ben maggiore rispetto a quella in cui il setto preesistente arrivava 7 m setto al quale quello nuovo si deve aggiungere ossia a 15 metri e si prevede altresì il coronamento alla quota dell esistente piano campagna come vedremo molte delle soluzioni tecniche riportate nel progetto sono analoghe a quelle indicate dai ct del pm e dai periti nelle conclusioni in punto di individuazione dei sistemi di messa in sicurezza fatta eccezione per l apporto dei nuovi rifiuti va segnalato ancora come nella relazione al progetto con specifico riferimento al percolato esistente nel lotto a si legga che non vi sono inquinamenti accertati come correlabili direttamente all esistenza della discarica e tuttavia che il percolato rappresenta una potenziale fonte di inquinamento anche se separata dalla falda sottostante da uno strato di argilla dizione similare a quella riportata nella comunicazione risalente al giugno del 2000 ex art 9 dm 47199 nel dicembre 2002 l apat produsse una relazione tecnico scientifica con la valutazione del danno ambientale ing di mauro ing nicoletta stracqualursi dott geologo michele fratini per la quantificazione del danno ambientale.
Acquisiti i pareri della ctpa il dirigente del settore ambiente della provincia di padova dr livio baracco in data 15-10-2004 approva il progetto di messa in maggior sicurezza della ex discarica roncajette mediante apporto di rifiuti non putrescibili nel provvedimento dell ente provinciale si legge che è sospesa la valutazione sul sistema di gestione del percolato l approvazione è subordinata alla presentazione da parte di aps entro tre mesi della convenzione sottoscritta da aps e bacino padova 2 che regoli la realizzazione dell intervento e l''apporto del rifiuti il rilascio dell autorizzazione all esercizio della discarica conseguente al nuovo previsto apporto di rifiuti in quantità di 300000 metri cubi circa è comunque subordinato alla realizzazione di impianto di pretrattamento del percolato i lavori si prevede debbano avere inizio entro 12 mesi dalla data del provvedimento come di fatto avvenuto nelle more del processo il 24-10-2004 l'ente di bacino e aps sottoscrivono la convenzione in adempimento della prescrizione provinciale richiamata nel testo per la concessione della gestione dei rifiuti nell ambito del progetto di messa in maggior sicurezza della discarica di ponte san nicolò essa che segue quella in data 8-7-1996 rappresenta un contratto di appalto tra l ente di bacino che provvede a progettazione realizzazione e gestione di impianti direttamente o appaltando l incarico ad aziende pubbliche o private a norma dell art 12 piano regionale di smaltimento del rifiuti urbani e aps società qualificata nella convenzione come gestore dell area di cui ha possesso e o concessionario di servizio pubblico più precisamente l''art1 della convenzione indica quale oggetto la concessione della gestione dei rifiuti e la concessione della gestione operativa e post operativa con richiamo all art 13 dec lvo 362003 della discarica lotti a e lotti b c come anticipato tale convenzione fa seguito a quella risalente al 1996 avente ad oggetto espressamente il progetto di ampliamento approvato dalla giunta regionale con decreto 741996 ampliamento che concerneva espressamente i soli lotti b e c che peraltro come si è detto supra era approvato con prescrizioni concernenti anche la valutazione di interventi di bonifica sul lotto a anche tale convenzione identificava aps come gestore e concessionario del servizio che si impegnava a realizzare le opere approvate dal decreto 74/996 a farsi carico delle opere da eseguire a discarica esaurita per la sistemazione finale ed il recupero dell area a relazionare sugli accertamenti ed i controlli periodicamente eseguiti nell ambito della gestione dell impianto ed a prestare garanzia a favore dell autorità di bacino a fronte dell obbligo di assicurare la gestione postesercizio con la relativa quota parte prevista nella tariffa nel maggio 2004 il giudice monocratico drssa lara fortuna al fine di rendersi conto dei luoghi tenne una udienza sopra il terreno della discarica nel 2005 viste le notevoli discordanze tra le perizie dei consulenti del pm e quelle dei consulenti della difesa diede incarico a 5 periti ing maurizio onofrio dott alberto dissoni dott antonio susanna dott ivo pavan e dott mauro sanna perché effettuassero ulteriori indagini seguì una relazione di consulenza tecnica d ufficio depositata nel giugno 2006 le cui conclusioni condividevano la relazione effettuata dai periti del pm e da quelli dell atap erano state effettuate inoltre delle prove con un tracciante il litio versato in un piezometro all interno dell ex discarica che dimostrarono inconfutabilmente che il percolato fuoriusciva dal lotto a le acque risultano inquinate da ammonio cromo totale e cadmio che superano i limiti previsti per gli scarichi in corsi d acqua superficiali cromo ferro mercurio cadmio che superano le concentrazioni soglia di contaminazione delle acque sotterranee di cui al dm 47199 e dlgs 15206.
il 15-6-2006 aps chiede agli enti regionali e provinciali fra l''altro l'approvazione della variante del progetto relativa alla gestione del percolato e l autorizzazione alla gestione dell impianto e interessante notare come chiaramente si desume dalla sintesi redatta dall ing trapanotto quale dirigente responsabile del procedimento nell allegato alla richiesta che era stato ritenuto dalla regione veneto necessario sottoporre alla valutazione di impatto ambientale l''originario progetto di realizzazione di una condotta forzata per il trasporto del percolato sino al depuratore di ponte san nicolo che la provincia aveva ritenuto necessario sottoporre alla procedura di screening anche il progetto successivamente redatto da aps di realizzazione di un impianto di depurazione e smaltimento del percolato in sito essendo tali procedimenti incompatibili con i tempi di attuazione del nuovo impianto finalizzato al conferimento dei nuovi rifiuti impianto connesso e contestuale alla messa in maggior sicurezza del lotto a aps aveva infine come per l appunto comunicato il 1562006 ritenuto di favorire la semplificazione delle procedure e pertanto di provvedere allo smaltimento del percolato previa periodico asporto dello stesso dal già previsto impianto di stoccaggio in serbatoi e conferimento ad altri impianti di trattamento come meglio diremo tale passaggio espressamente chiarito e sottoscritto nella comunicazione dell ing trapanotto attesta che molte delle questioni procedimentali ed amministrative che hanno implicato un significativo allungamento dei tempi di approvazione dell impianto di messa in maggior sicurezza attengono non tanto a questioni riguardanti le modalità di aspirazione del percolato ma semmai alle problematiche inerenti al suo successivo trasporto e smaltimento previa condotta connessa al depuratore ovvero previa impianto da realizzare in sito ovvero previa conferimento a impianti di terzi già autorizzati inoltre la problematica del percolato o meglio la questione della gestione del percolato per come riportata nei citati provvedimenti pubblici ed atti di aps congloba evidentemente in sé tanto il percolato esistente e mai asportato fatta l'eccezione dell aspirazione nel campo prova tra il 2000 ed il 2001 per un totale di 14000 metri cubi nel lotto a chiuso nel 1983 quanto il percolato futuro ossia quello che deriverà dalla nuova collocazione di 300000 metri cubi di rifiuti per la ribaulatura del terreno in data 27-09-2006 viene certificata da aps l''ultimazione dei lavori del nuovo diaframma bentonitico previsto nel progetto di messa in maggior sicurezza.





