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Disegno a mano della facciata della villa Cornaro di Bertipaglia desunta dallo schizzo del perito Sebastian Variani del 1787

Avvertenza: questa non è una ricerca storiografica, non si è seguito un metodo scientifico e perciò va collocata nelle “curiosità storiche” accadute in questo territorio.

E’ successo che, come sempre, quando si va a scartabellare negli archivi in cerca di qualcosa, salta fuori invece un particolare, un dettaglio, una nota che nulla ha a che vedere con la ricerca che si sta facendo ma chissà perché viene spontaneo prenderne nota, un foglietto di carta che poi resta là in disparte anche per anni. Ad un certo punto, sempre per motivi imperscrutabili, scatta un collegamento, viene in mente proprio quella cosa che giace nel cassetto che così può diventare un discorso compiuto, o quasi.
E dunque, proprio questo accadde quella volta che, guardando il foglio di un vecchio mappale del catasto di Bertipaglia, mi si posò l’occhio su un dettaglio della piazza. Il foglio, molto bello e colorato, era stato redatto nel 1787 da uno dei periti padovani più in luce all’epoca, Sebastian Variani: un personaggio davvero importante che divenne anche “Alfiere” della città qualche anno più tardi.
I periti all’epoca non si limitavano a misurare le proprietà, tracciare i confini e annotare tutto asetticamente sui fogli pergamenati; in determinati punti essi tratteggiavano con molta cura anche i particolari che contraddistinguevano certe zone e certi possedimenti. Infatti per ciò che riguardava tutto il beneficio della chiesa di san Mariano il Variani fece un disegno molto bello e dettagliato dell’edificio religioso, compreso campanile, canonica e altre pertinenze, così com’egli li vedeva allora. Dall’altra parte della piazza però, proprio dove oggi sorge la cadente villa Grassivaro, il suo occhio fu attratto dalla facciata di una stupenda villa veneta, così che, accanto all’indicazione del nobile proprietario, il perito non poté esimersi di farne uno schizzo il quale, come ho già detto, sebbene di pochi centimetri, corrisponde senza dubbio a ciò che egli poteva vedere con i suoi occhi.
Purtroppo in quell’archivio dove vidi questi documenti non era consentito fotografare ma solo prendere nota, così buttai giù pure io, in un quadernino e con cura, la struttura di quella bellissima facciata.
Pochi giorni fa, mentre cercavo notizie sull’arrivo a Venezia di Napoleone e la fine della Serenissima, mi sono imbattuto in un nome che non mi suonava nuovo: Cattarin Corner, nato a Venezia nel 1732, per dirla in italiano: Caterino Cornaro. Tutti sanno della grande importanza di questa famiglia per la Repubblica Veneta alla quale ha dato Dogi, procuratori di San Marco, Savi, membri del consiglio ecc ecc.Dunque il filo che lega insieme Napoleone a Mozart ha un nome e un cognome cioè il proprietario della bella villa di Bertipaglia e, se avete un pò di pazienza, tra poco saprete anche perchè e come.
Per quanto riguarda strettamente l'edificio posso dire, visto lo stile, che siamo fra il tardo barocco e il neoclassico e forse fu questo Cattarin a volerlo così, o forse, più probabilmente fu suo padre, verso la metà del XVIII secolo.
Non sono un gran disegnatore, ma rispettando le proporzioni dello schizzo del perito ho riprodotto, credo fedelmente, quella facciata che possiamo chiamare a giusta ragione villa Cornaro di Bertipaglia.
Villa Cornaro, come detto, fu realizzata in stile tardo barocco, con il salone centrale passante illuminato da una grande trifora a serliana. Al mezzano le finestre laterali sono avvicinate a quelle del salone centrale per farlo intendere ancora più ampio ed esaltarne la magnificenza. L’ingresso è contornato da un arco a tutto sesto con due colonne laterali classicheggianti. Due cose si notano bene: la simmetria (che richiama appunto il mondo classico) e l’utilizzo della serliana, ragione per la quale essa risente anche di influenze palladiane. E’ lecito pensare inoltre che, visto il gusto per l’arte ed il bello dei Corner, e considerato che per le loro dimore veneziane fecero lavorare i più grandi pittori dell’epoca, anche questa villeggiatura di campagna avesse, perché no, degli affreschi ad abbellirne le sale. Non oso pensare a Giandomenico Tiepolo, ma il periodo sarebbe quello, dunque se devo ipotizzare un autore degli affreschi allora posso ipotizzare in grande.
Chi l’avrà progettata? Chi era questo Cattarin Corner? Che fine avrà fatto la villa?
Ecco tre domande alle quali proverò a rispondere non senza specificare, come detto in premessa, che sono solo supposizioni, sebbene fondate: perlomeno a mio parere.

Il Progetto

I Corner erano una famiglia veneziana potentissima e ricchissima, ma era divisa in diversi rami. Come molti sanno a Padova si chiamavano Cornaro e una donna della famiglia, Elena Cornaro Piscopia, fu addirittura la prima donna al mondo a laurearsi all’università.
Il nostro Caterino era del ramo cosiddetto di San Cassiano o “della Regina” così chiamati perché una loro antenata, Caterina Corner, verso la fine del 1400 fu regina di Cipro e d’Armenia, ed è anche il motivo per il quale molti discendenti della casata, uomini e donne presero poi quel nome.
Ebbene, nel periodo presunto della costruzione della villa di Bertipaglia questo ramo famigliare si avvaleva di alcuni architetti per la progettazione delle loro case e ville, tra questi ho puntato l’attenzione (per la somiglianza in certi elementi di questa costruzione con altre più note) su Giorgio Massari (Venezia 1687-1766). Di costui si sa che fu il più importante architetto veneziano della sua epoca. Egli aveva già lavorato per i Corner (villa Corner a Cavasagra, TV) verso il 1715. Gli storici dell’arte lo definiscono un architetto dallo stile pratico, influenzato dal classicismo palladiano. Suo è il progetto di molte ville (anche del padovano) ma lavorò tantissimo pure in ambito religioso.
Sua è villa Giovanelli a Noventa Padovana, suo è l’altare del Santissimo alla Cattedrale di Padova. Un buon esempio del modo di lavorare di questo architetto lo si può notare nella facciata di villa Lattes a Istrana.

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Facciata di Villa Lattes, foto dal web neosnet.it

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Facciata di Villa Giovanelli, foto da Wikipedia

Le ultime opere di questo architetto sono datate intorno al 1760 ed ecco perché Giorgio Massari potrebbe essere colui il quale progettò villa Cornaro a Bertipaglia.

Cattarin Corner

Caterino Cornaro è stato l’ultimo discendente del ramo della Regina o di San Cassiano. Con lui la casata si estinse e assieme ad essa, come è noto, tramontò definitivamente la Serenissima Repubblica sotto il dominio Napoleonico.
Di questo Ser Caterino si sa solo che, ovviamente, era ricco e potente, sebbene il peso dei forzieri dei nobili di allora fosse ormai in caduta libera, avendo dato fondo a molta parte dei loro averi per far fronte al declino della Repubblica: una ripida discesa che trascinava con se anche le persone più in vista.
Cattarin però era anche un amante dell’arte e in particolare egli era un gran intenditore di musica.
14 Marzo 1771. Leopold Mozart, in viaggio in Italia per "promuovere" il figlio quindicenne Wolfgang Amadeus presso le corti e la nobiltà del belpaese,  scrive alla moglie:
“Martedì 12 abbiamo lasciato Venezia. Abbiamo fatto credere a tutti che saremmo partiti lunedì per avere un giorno libero e poter fare i bagagli in pace; solo che la cosa si è comunque venuta a sapere e a mezzogiorno abbiamo dovuto pranzare da Sua Ecc. Catarin Cornero, dove abbiamo ricevuto una bella tabacchiera e 2 paia di preziosi polsini di pizzo come regalo d`addio.”

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lettera autografa di Leopold Mozart nella quale si cita il pranzo a casa di Caterino Cornaro (*)

Dunque il giovane Mozart suonò sicuramente per sua eccellenza Caterino e famiglia, e scusate se è poco. Per inciso il giorno appresso Mozart giunse da turista a Padova ma il marchese Don Giuseppe Ximenes d’Aragona venne a sapere che in città era arrivato il prodigioso Amadeus e fece in modo di far esibire il giovanotto in due case private nonchè “all’ottimo organo nell’incomparabile chiesa di Santa Giustina”. Don Ximenes commissionò anche al ragazzino un “Oratorium” che doveva essere poi rappresentato nella nostra città, opera che Mozart scrisse a Salisburgo ma che a Padova in quell’epoca non ci arrivò mai.

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Mozart in Italia, quindicenne, Scuola di Verona, attribuito a Giambettino Cignaroli  archive, foto di pubblico dominio

Sicuramente Mozart non venne in villa Cornaro a Bertipaglia ma altrettanto sicuramente le sue note vi furono suonate in tempo reale, sebbene da altri musicisti. Magari ciò avvenne durante la villeggiatura estiva, qualche mese dopo, sotto l’impulso del padrone di casa che come abbiamo visto conobbe il Genio Austriaco di persona.
Qualche anno più tardi però, con l’arrivo dei francesi, tutto il castello Serenissimo crollò, portandosi via una buona fetta della ricchezza, anche quella dei nobili, che da una parte videro i loro beni confiscati e dall’altra dovettero cederli sotto il peso dei debiti accumulati.
In particolare Caterino Corner fece saltare la mosca al naso a Napoleone. Già quest’ultimo come si sa era poco incline alla comprensione verso i patrizi, di conseguenza non poteva proprio sopportare questi parrucconi veneziani nullafacenti. Cornaro, in aggiunta, faceva parte di una specie di triumvirato a quel tempo a capo della capitale della Serenissima. Dunque uno dei tre nemici più invisi al generale (non ancora imperatore) francese. A questi tre, accusati di fomentare il malcontento verso la Révolution agitando sommosse di popolo, specie nelle città della terraferma, il Grande Corso impose innanzitutto di pagare i debiti contratti. In effetti era divenuta una abitudine per le loro eccellenze veneziane non pagare i fornitori. Furono stilate delle vere e proprie liste di creditori (falegnami, fabbri, vinai, ecc.) e questi nobili dovettero saldare i conti, vendendo le loro cose se necessario. Parecchie sostanze quindi, come si diceva prima gli furono confiscate e messe all’asta; tra i restanti beni (non poca roba per la verità) Caterino donò o splendido palazzo Corner della Regina a Venezia a papa Pio VII. Successivamente il pontefice lo concesse ai fratelli Antonangelo e Marcantonio Cavanis, fondatori delle Scuole di Carità. Ca' Corner della Regina è divenuta poi sede dei Padri Cavanis, quindi Monte di Pietà e infine sede dell'archivio storico della Biennale. L'edificio fu restaurato tra il 2004 e il 2006; infine è stato venduto dal Comune di Venezia alla Fondazione Prada.

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Palazzo Corner della Regina sul Canal Grande. (Santa Croce ) fondazione Prada

Tornando alla nostra storia, sappiamo che il 1797 segna la fine della Serenissima mentre Caterino morì solo qualche anno più tardi, nel1802 all’età di settant’anni.

Che fine ha fatto la villa di Bertipaglia

Per quanto detto prima, è del tutto plausibile l’ipotesi che questa villa abbia fatto parte dei beni venduti da Caterino poco prima di morire per ripianare i debiti o confiscati dai francesi e messi all’asta. Sappiamo però che verso il 1840 quando fu redatto il primo catasto austro italiano, in quella porzione di Bertipaglia, all’incrocio tra via Casolina, Via Cà Murà e la piazza, insistevano un paio di fabbricati: una casa colonica e una casa di proprietà di una certa Ruzzarini Angela del fu Giuseppe, vedova Cognolato. Pare di capire che la villa veneta dei Cornaro fosse già stata abbattuta o più probabilmente già in parte riconvertita alle esigenze più prettamente legate all'agricoltura dell'epoca.

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ASPD Catasto storico, Maserà di Padova e uniti, Foglio XV

Il terreno dove sorgeva la villeggiatura di Caterino Cornaro passò dunque a questa famiglia Ruzzarin. Ritroviamo poi il lotto di terreno, ai primi del novecento, come proprietà della famiglia Grassivaro. Peccato davvero che in questi anni della villa tardo barocca se ne sia perduto persino il ricordo. 

 

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(*)Copyright Mozart: Eisen, Cliff et al. Con le Parole di Mozart, Lettera 236 <http://letters.mozartways.com&gt;. Version 1.0, pubblicato da HRI Online, 2011. ISBN 9780955787676.